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IMPIANTI CLORURATI = CFC o HCFC = ODS ossia ozono lesivi
(es. di HCFC = R22)

 

 

Innanzitutto è bene precisare che il DPR 147/2006 ha dato inizio a una fase importante per la tutela dell’ambiente poiché ha iniziato a introdurre norme per la riduzione e il controllo delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono.

Il nostro centro assistenza si occupa quindi anche di fornire ai nostro clienti un supporto importante per comprendere, prima di tutto, se il vostro impianto rientra o meno fra quelli soggetti a tali controlli e, una volta stabilito ciò, vi seguirà in tutti i passaggi previsti dalla normativa per un corretto adempimento della stessa nei suoi molteplici aspetti.

Di seguito vi illustriamo brevemente la normativa con le tempistiche e gli obblighi previsti.

 

Il 26 aprile 2006 è entrato in vigore il DPR 147/2006 (pubblicato nella G.U. n. 85 dell’11/04/2006) il quale stabilisce le norme tecniche e le modalità per la prevenzione, la riduzione, il controllo ed il recupero delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico provenienti da apparecchiature di refrigerazione, climatizzazione d’aria e da pompe di calore.
Le sostanze controllate risultano essere i clorofluorocarburi (CFC) e gli idroclorofluorocarburi (HCFC), in quanto distruttori dell’ozono per il loro contenuto di cloro.

 

Il DPR indica quale soggetto responsabile dell’applicazione di tali norme il gestore, intendendosi qualsiasi persona fisica o giuridica che detenga o gestisca un impianto oppure un’apparecchiatura di refrigerazione, climatizzazione d’aria e pompe di calore contenente nel circuito frigorifero sostanze controllate.

 

Per quanto riguarda le attività di recupero e riciclo, la legge dispone che devono essere effettuate con dispositivi conformi e nel rispetto delle norme tecniche stabilite nella ISO 11650 ed elencate dal gestore in un registro di apparecchiatura da custodire.

Il DPR 147/2006 inoltre stabilisce che a partire dal 26 gennaio 2007 tutti i dispositivi predisposti a tali attività devono conformarsi allo standard internazionale ISP 11650.

 

Il Decreto stabilisce che gli impianti e le apparecchiature di cui sopra contenenti sostanze controllate in quantità superiore ai 3 kg devono essere sottoposti a controllo della presenza di fughe nel circuito di refrigerazione con una scadenza predeterminata e tali controlli devono essere riportati nel registro di apparecchiatura.

La cadenza per i controlli è:

 

  • annuale per gli impianti ed apparecchiature che contengono sostanze controllate tra i 3 kg ed i 100 kg;
  • semestrale per gli impianti ed apparecchiature che contengono un quantitativo di sostanze controllate superiore ai 100 Kg.


Gli impianti contenenti CFC e HCFC in quantità inferiore ai 3 kg non rientrano nelle prescrizioni del decreto per quanto riguarda le verifiche.

 

Si rileva che qualora nel corso di una ispezione venga rilevato:

 

  • un indizio di fuga, si deve procedere alla ricerca della stessa con un apparecchio cercafughe di sensibilità superiore a 5 g/anno: la ricerca sul lato di alta pressione deve essere eseguita con l’impianto in funzione, mentre il lato di bassa pressione va ispezionato con impianto fermo;
  • una perdita che richieda una ricarica superiore al 10% del contenuto totale del circuito frigorifero, si deve
    effettuare la riparazione entro 30 giorni dalla verifica e l'impianto può essere messo in funzione solo dopo che la riparazione della perdita sia avvenuta.

Anche i risultati dei controlli devono essere riportati nel registro di apparecchiatura.

 

Successivamente è stato poi elaborato il REGOLAMENTO CE 1005/2009 il quale stabilisce le norme in materia di sostanze controllate della famiglia HCFC che riducono lo strato di ozono: di queste, da noi il tipo più diffuso è il gas denominato comunemente R22.
L’R22 non è un F-Gas, pertanto non è soggetto al Regolamento CE n. 517/2014 e sue conseguenze, perciò in caso di perdita nell’atmosfera non contribuisce all’effetto serra, ma, in quanto contenente cloro, è lesivo per il buco dell’ozono; inoltre, in questo caso, non è prevista nessuna dichiarazione ISPRA.

 

Dal 1° gennaio 2015 non si può più usare gas ODS rigenerato o riciclato.

 

Fino al 31 Dicembre 2014 gli HCFC si potevano utilizzare solamente per le attività di manutenzione o assistenza di apparecchiature già esistenti come prodotto riciclato, poiché recuperati dalle stesse apparecchiature e utilizzati solamente dall'impresa che ha effettuato il recupero.

Gli HCFC impiegati nell'ambito di operazioni di manutenzione o assistenza devono essere segnalati mediante un'etichetta che riporti, tra le altre indicazioni, il tipo e la quantità di sostanza ozono-lesiva contenuta nell'apparecchiatura.

 

Tutte le imprese che gestivano la manutenzione e l'assistenza di apparecchiature contenenti HCFC in quantità superiore ai 3 kg dovevano essere provviste di un registro di apparecchiatura su cui riportare tipo e quantità di sostanza recuperata/aggiunta e il nome della società o del tecnico che ha effettuato la manutenzione o l'assistenza.

Infine tutte le imprese che utilizzavano HCFC riciclati per operazioni di manutenzione e assistenza dovevano avere un registro su cui riportare i nominativi di tutte le imprese che avevano fornito loro gli HCFC rigenerati e la loro provenienza: attualmente, come già detto dal 1° gennaio 2015, non esiste più la possibilità di reperire questi tipi di gas.

In ultimo, non deve sfuggire che Ispra è delegata ai controlli e si avvale delle Arpa locali.

Infine, il DECRETO LEGISLATIVO 108/2013 stabilisce le sanzioni in caso di inosservanza delle disposizioni previste per le apparecchiature e gli impianti contenenti sostanze che riducano lo strato di ozono di cui al Regolamento CE n. 1005/09.

 

 

Tabella riassuntiva sanzioni previste dal Decreto Legislativo n. 108/2013
Tabella riassuntiva sanzioni previste dal Decreto Legislativo n. 108/2013
Tabella riassuntiva sanzioni previste dal Decreto Legislativo n. 108/2013

 

 

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